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martedì 27 marzo 2018

COMUNE DI FRASSINETTO - TO : APERTURA NUOVO SPORTELLO DAL 3 APRILE 2018


venerdì 6 maggio 2016

Fascicolo elettronico e WhatsApp, così cambia la nostra sanità digitale

Anche l'Italia sembra essere cresciuta dal punto di vista della sanità digitale, ma non si può parlare ancora di una vera e propria realtà italiana. Solo il 24% degli utenti prenota online visite ed esami, solo il 15% consulta i documenti clinica. Cresce la conoscenza del Fascicolo Sanitario Elettronico, ma solo il 5% dei cittadini lo ha utilizzato e solo 6 regioni su 20 lo hanno già attivato. Sono questi alcuni dati emersi dall’ultimo dall’Osservatorio Innovazione Digitale in Sanità della School of Management del Politecnico di Milano.
In un contesto che vede una spesa sanitaria tra le più basse d’Europa (3.077 dollari per abitante contro i 3.453 della media europea, a pari capacità di spesa) e un costo reale destinato a crescere nel futuro, gli investimenti per la digitalizzazione della Sanità italiana nel 2015 si attestano a 1,34 miliardi di euro, pari all'1,2% della spesa sanitaria pubblica, circa 22 euro per abitante, mostrando una sostanziale stabilità rispetto al 2014 (1,37 miliardi di euro). Nel dettaglio, 930 milioni di euro sono stati spesi dalle strutture sanitarie, 320 milioni dalle Regioni, 70 milioni dai 47mila Medici di medicina Generale e 18 milioni direttamente dal Ministero della Salute. Se da un lato appare positiva la conferma del budget 2014, quando molti attori avevano dovuto effettuare investimenti per aggiornare e mettere a norma applicazioni e infrastrutture, dall'altro non si vede l'atteso recupero verso livelli di investimento confrontabili a quelli degli altri Paesi europei.
A cambiare però è il modo in cui i pazienti si relazionano con i medici. I canali digitali infatti sono sempre più utilizzati, a evidenziarlo è la ricerca svolta dall'Osservatorio in collaborazione con FIMMG e Doxapharma su un campione di 656 Medici di Medicina Generale: oltre a email (utilizzata 83% dei medici) e sms (70%), il 53% dei medici di base utilizza WhatsApp (+33% rispetto al 2015), soprattutto perché "consente uno scambio efficace di dati, immagini e informazioni, permettendo di evitare una visita". Tra i motivi addotti dai medici che non ne fanno utilizzo, invece, la paura che strumenti come WhatsApp finiscano con l’aumentare il carico di lavoro (49%) e creino possibili incomprensioni con il paziente (39%).
"Emerge un sempre maggiore avvicinamento dei cittadini ai servizi digitali per interagire con le strutture sanitarie e con i medici, con benefici rilevanti in termini di costi e qualità del servizio - ha affermato Paolo Locatelli, Responsabile scientifico dell'Osservatorio Innovazione Digitale in Sanità -. La sfida ora è di facilitare l’accesso a tutti i cittadini, in particolare quelli più fragili e anziani, meno abituati all’utilizzo dei canali digitali, ma al tempo stesso più bisognosi di servizi. Serve una Sanità multi-canale che consenta di migliorare e rendere più efficiente il sistema consentendo ai cittadini di accedere a informazioni e servizi sia attraverso siti web e App, sia attraverso sportelli self-service nelle strutture sanitarie, nelle farmacie e nei supermercati".

Micaela Del Monte - INTELLIGO NEWS

venerdì 3 gennaio 2014

Cuorgnè - To : C.I.S.S. 38 Servizio di Telesoccorso e Teleassistenza


giovedì 26 dicembre 2013

Professioni sanitarie, il calo continua.Tiene solo la riabilitazione.

È dell'11,5% il calo delle domande presentate per i corsi di laurea delle professioni sanitarie per l'anno accademico 2013-2014. Il dato emerge dal Report annuale 2013 sulle iscrizioni ai corsi di laurea delle professioni sanitarie e su tasso occupazionale e programmazione dei posti per il 2014-2015. Le cose peraltro non vanno molto meglio per le altre professioni sanitarie, fatta eccezione per la riabilitazione che è in sostanziale tenuta, specialmente fisioterapia e logopedia. Di seguito il riassunto della situazione curato da Angelo Mastrillo, segretario della Conferenza nazionale dei corsi di laurea delle professioni sanitarie. In coincidenza con la procedura avviata dal Ministero della Salute sulla definizione del fabbisogno formativo per il prossimo AA 2014-15 da parte delle Regioni e delle Categorie, all'Osservatorio professioni sanitarie del Ministero dell'Università è stato presentato il Report annuale 2013. In questi giorni sono in corso le consultazioni fra Regioni e Categorie che dovranno presentare le rispettive proposte entro il 10 gennaio prossimo. I punti salienti del rapporto riguardano il trend delle domande presentate per i corsi di laurea magistrale di Medicina e di Odontoiatria, e quelli delle lauree triennali delle 22 professioni sanitarie. Su queste ultime la disamina riguarda anche i rispettivi trend occupazionali negli ultimi 5 anni, dal 2007 al 2011, rilevati da Alma Laurea. Dall'analisi dei vari dati emerge che è in calo dell'11.5% il numero delle domande presentate, da 119.654 dello scorso AA 2012-13 all'attuale 105.901. Restando invariato su circa 27.400 il numero dei posti a bando si riduce anche il rapporto domande su posti (D/P) da 4,4 a 3,9. Questa riduzione delle domande si allinea a quella del tasso occupazionale che negli ultimi 5 anni, dal 2007 al 2011 cala di 17 punti percentuali, dall'84% del 2007 al 67,8% del 2011, con la maggiore differenza proprio negli ultimi due anni, dal 75% al 69% con -6 punti percentuali. Rispetto alle quattro aree professionali mentre si rileva una sostanziale tenuta della Riabilitazione (specie Fisioterapia e Logopedia stabili quasi al 90%), per le altre tre aree si assiste invece ad un calo progressivo: Infermiere dal 94% al 74%, Ostetrica dal 60% al 41%; ma un calo maggiore tocca le professioni Tecniche e della Prevenzione, in particolare i Tecnici di Radiologia dal 93% del 2007 scendono a 48% del 2011, i Tecnici della Prevenzione dal 74% al 51% e quelli di Laboratorio dal 62% al 38%. In prospettiva della definizione del fabbisogno formativo per l'AA 2014-15 sono proprio queste le professioni su cui le Regioni sono chiamate a fare le relative riduzioni. In particolare è la Regione Lazio che dovrà intervenire drasticamente con la revisione delle stime in eccesso fatte lo scorso anno, quando furono tutte superiori al doppio determinando l'esubero anche a livello nazionale: Tecnico di Radiologia 210 invece di 100, Laboratorio 220 invece di 100, Prevenzione da 188 a 90, Neurofisiopatologia 18 invece di 10 e Tecnico Ortopedico da 50 a 25. Ad oggi, però, non risulta che la Regione Lazio abbia intenzione di consultare le Categorie come invece stanno facendo o hanno concluso la maggioranza delle altre Regioni.

sabato 10 agosto 2013

Ministero della Salute - Attivazione del numero di pubblica utilità '1500' - Estate 2013

Ministero della Salute - Attivazione del numero di pubblica utilità '1500' - Estate 2013 - Circolare 26/07/2013, n. DGPRE/17091-P

Si comunica per gli aspetti di relativa competenza e opportuna diffusione, che, considerate le condizione meteorologiche presenti sul territorio nazionale caratterizzate da un progressivo rialzo termico, che darà luogo ad una ondata di calore con caratteristiche particolarmente accentuate sia dal punto di vista dell'intensità che della persistenza, il Ministro della Salute ha provveduto ad attivare, a partire da venerdì 26 luglio p.v. il numero gratuito nazionale "1500".

Il Servizio, analogamente agli anni passati, sarà operativo dalle ore 8.00 alle ore 18.00 di tutti i giorni (compresi il sabato e la domenica) e fornirà direttamente ai cittadini informazioni sui bollettini giornalieri dei sistemi di previsione e allarme meteo (attivi in 27 città), consigli su come difendersi dal caldo e indicazioni sui servizi e sui numeri verdi attivati durante l'estate dalle Regioni e dai Comuni, in particolare per fornire supporto alle persone anziane e agli altri soggetti più suscettibili agli effetti del caldo.

Al numero "1500" risponderà personale del Ministero altamente qualificato e appositamente formato, in grado di soddisfare le richieste di informazione di base, e anche dirigenti sanitari (medici, veterinari, farmacisti, chimici, biologi e psicologi) per soddisfare le richieste più complesse.